La vita del Mercato Albinelli

Dagli anni trenta il Mercato offre la vendita di prodotti biologici a kilometro zero, rispetta e garantisce la tipicità dei prodotti locali e del Made in Italy e ne valorizza la tradizione.

La struttura è gestita da un Consorzio che comprende circa 400 banchi di pasta fresca, pesce (venduto tuttora nei tipici banchi di marmo rosa), formaggi e carne, frutta e verdura, panetterie, dolci e granaglie. Dal 2008 il Comune di Modena ha incluso in un apposito Albo Comunale delle botteghe storiche  (ai sensi della Legge Regionale n5 – 10-03-2008 – Promozione e valorizzazione delle botteghe storiche dell’Emilia Romagna) anche quelle del Mercato Albinelli. È stato messo in luce il fatto che sono attività di commercio e artigianato che si svolgono da più di cinquant’anni nello stesso locale e che hanno mantenuto insegne e arredi originari significativi per la tradizione e la cultura modenese. Le botteghe e i mercati considerati importanti per la valorizzazione del territorio e dei prodotti locali sono caratterizzati da una targa di riconoscimento.

Il Mercato Albinelli presenta numerose curiosità; di seguito le principali. La prima è quella relativa alla data di inaugurazione, il 28 ottobre 1931: tale data corrispose al IX Anniversario della Marcia su Roma, un’occorrenza di grande significato nell’Italia fascista di quel periodo. Una seconda curiosità riguarda l’utilizzo dell’area dove sorge il Mercato: prima del 1929 (momento di inizio dei lavori) la zona veniva utilizzata come deposito carri della nettezza urbana. La terza curiosità è che la Fanciulla con canestro di fiori fu il primo incarico pubblico ottenuto da Giuseppe Graziosi nella propria città natale (ciò avvenne nel 1931). Una quarta curiosità è che il finanziamento per il restauro della fontana del Graziosi fu erogato dai coniugi Gabriella e Giovanni Zanasi per onorare il decimo anniversario della morte della figlia Giulia (avvenuta nel 1983).

 

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