Perché? Il Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze

Localizzazione

Il contesto geografico del Mercato Centrale di San Lorenzo 

Cartografia del Mercato Centrale di San Lorenzo
Cartografia del Mercato Centrale di San Lorenzo

Il 28 gennaio 1865 il Consiglio Generale della Comunità di Firenze approvò l’iniziativa di costruire il Mercato Centrale di San Lorenzo nello spazio compreso tra le vie dell’Ariento, Panicale, Chiara e Sant’Antonino, nell’area dei Camaldoli. Tali vie erano disposte ortogonalmente alla strada e costituite da abitacoli a schiera con relative botteghe: luoghi pratici e modesti la cui presenza però limitava lo spazio necessario alla costruzione del Mercato;  a tale proposito, con Sovrano decreto del 20 marzo 1865, tali edifici furono considerati opere di pubblica utilità.

Seguì infatti la decisione di esproprio dei singoli proprietari, con l’obbligo di lasciare la propria abitazione entro il 2 maggio 1866.

Riproduzione in digitale del tessuto urbano della zona limitrofa al Mercato prima della sua costruzione
Riproduzione in digitale del tessuto urbano della zona limitrofa al Mercato prima della sua costruzione

L’università degli Studi di Firenze ha realizzato nel 2015 un progetto di ricostruzione 3D dell’intero complesso. Da esso si evince che la costruzione dell’edificio ha comportato la modificazione degli isolati limitrofi all’area, la loro demolizione, l’arretramento dei fronti di alcuni edifici e la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica dotati di porticati.

Il Mercato poteva inoltre sfruttare la sua naturale vicinanza al fiume Arno per il trasporto dei prodotti e dei materiali.

Contesto Urbano

Luoghi e attività precedenti alla costruzione del Mercato Centrale di San Lorenzo

Il quartiere di San Lorenzo, situato nel centro di Firenze, è un’area molto frequentata da cittadini e turisti. Vicino alla Stazione di Santa Maria Novella, l’intera zona risulta luogo d’interesse e cultura, specie per la magnificenza degli edifici circostanti, tra cui:

  • Palazzo Medici Riccardi;
  • Basilica di San Lorenzo;
  • Basilica di Santa Maria Novella;
  • Cappelle Medicee;

L’importante sviluppo urbanistico di età rinascimentale se da un lato consacrò la città al suo splendore, dall’altro non ne modificò la forma originaria medievale.

Nel XIV secolo la piazza del Mercato Vecchio era popolata da linaioli – produttori di mantelli e pellicce – rigattieri, legnaioli, lanaioli, banchieri e da altre varie attività commerciali; importanti erano soprattutto i banchi alimentari: carne, cacciagione, frutta, uova e formaggio erano prodotti dai commercianti fiorentini e acquistati dalle domestiche delle famiglie borghesi. A beneficiare del continuo flusso di persone non erano solo i venditori, ma anche gli albergatori e i proprietari delle osterie confinanti.

Alcune piazze e vie della città traevano il loro nome dalle merci vendute in loco, come: Piazza del Pesce, Piazza delle Uova, Piazza delle Cipolle (oggi Piazza Strozzi), Via delle Oche.

È con l’Ottocento che si ebbero i primi interventi di riqualificazione del territorio urbano secondo i criteri della moderna speculazione edilizia di matrice borghese a cui la città era stata sinora in buona parte estranea. Tale programma era uno dei principali obiettivi attuati nel periodo in cui Firenze divenne Capitale d’Italia (1865 – 1871), con riferimento alla legge n. 2032, promulgata l’11 dicembre 1864.

Contesto socioeconomico

La produzione tra passato e presente

Oggi la popolazione di Firenze conta più di 380 mila persone; negli anni in cui la città divenne Capitale d’Italia se ne potevano stimare circa 150 mila: meno della metà.
Tra il 1865 e il 1870 erano state costruite circa 51.380 abitazioni.

Nella seconda metà del XIX secolo a gremire le piazze cittadine erano anche le attività e i prodotti legati all’artigianato. Molte di esse non si svolgevano dentro la bottega, ma direttamente in strada: non era insolito imbattersi in tappezzieri che cucivano materassi, ciabattini che riparavano le scarpe, falegnami che scaldavano la colla [..] e tanti altri che trasformavano la strada in una specie di laboratorio a cielo aperto.

Nel quartiere di San Lorenzo, prima della costruzione dell’attuale Mercato, i piani terra di alcuni abitacoli limitrofi fungevano da botteghe artigiane, magazzini per il legname e, di rado, rimesse o stalle. Tra le attività principali vi erano quelle di fabbro e di falegname, tuttavia erano presenti anche marmisti, calzolai, carbonai,ottonai, mesticatori, fornai, e tornitori.

Oggi il Mercato Centrale di San Lorenzo è tra le mete più frequentate dell’omonimo quartiere; durante il suo primo anno di attività esso è stato visitato da circa 1 milione 900 mila persone, mentre nel 2017 ha registrato la media di circa 8500 visitatori al giorno.

Anche lo spazio esterno è luogo di attività commerciali; da molti anni i venditori ambulanti, infatti, occupano le vie adiacenti all’edificio, vendendo prodotti di abbigliamento e pelletteria.

Mercato Centrale di San Lorenzo nel tessuto urbano
Il Mercato Centrale di San Lorenzo nel tessuto urbano

Per ulteriori informazioni: https://www.youtube.com/watch?v=i3aW1mU3LlY&t=250s

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