Come: trasformazioni, costruzione, rinnovi del Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze

Storia delle trasformazioni

Il Mercato Centrale di San Lorenzo, da progetto a simbolo cittadino

Nascita

Nella seconda metà del XIX secolo il centro storico di Firenze era caratterizzato da un forte degrado ambientale e da gravi problemi igienico – sanitari; vicoli sudici, piazzuole indecenti, catapecchie rovinose e fetide, facevano da cornice all’allora Piazza del Mercato Vecchio (oggi Piazza della Repubblica). Quest’ultima era consumata dalla moltitudine delle svariate attività in loco e dalle molte vetture che ostruivano il libero passaggio.

Con la decadenza e il successivo abbandono del Mercato Vecchio di Firenze i lavori di costruzione del nuovo Mercato Centrale di San Lorenzo avevano inizio.

In una Firenze sempre più moderna, l’Architetto Ingegnere Giuseppe Poggi, redattore tra la fine del 1864 e il 1865 del Piano di Ingrandimento della città di Firenze, riteneva opportuno collocare il nuovo Mercato in un’area ai margini del centro cittadino, vicina alla Stazione Centrale e di provvedere alla revisione della rete viaria locale.

Sviluppo

Incisione del 1928 del Mercato Centrale di San Lorenzo
Incisione del 1928 del Mercato Centrale di San Lorenzo

L’Architetto Giuseppe Mengoni realizzò il progetto definitivo del Mercato Centrale di San Lorenzo; quest’ultimo, pur mantenendo ancora oggi le principali caratteristiche strutturali dell’edificio originario, è stato oggetto di importanti modifiche:

  • Tra il 1976 e il 1980 veniva realizzato il progetto per il piano ammezzato, con il fine di ospitare il  mercato ortofrutticolo all’interno dell’edificio.
  • Dal 2002 al 2009 Breschi Studio Associati si occupò della ristrutturazione del Mercato, trasformando la piazza esterna nella copertura del piazzale interrato e realizzando una nuova pavimentazione in pietra serena. All’interno dell’edificio l’obiettivo principale fu la riqualificazione del piano ammezzato, aumentandone il livello di efficienza e funzionalità; si cercò di valorizzare l’intera struttura elimindando le attrezzature inutili e aggiungendo all’edificio altre funzioni legate alla collettività, oltre a quella tradizionale di mercato per la frutta. Lo spazio libero aumentò nella zona centrale permettendo la distribuzione di nuovi banchi e l’allestimento di nuovi servizi, quali una libreria, un net-caffè, spazi di ristoro, etc. Il progetto comportò inoltre una nuova organizzazione degli spazi con una diversa distribuzione dei punti vendita, diminuiti in vista di un disegno più ordinato.
  • Nel 2014, lo Studio Archea Associati eseguì gli ultimi lavori di riqualificazione del piano ammezzato.

Provvedimento di tutela

Ad oggi, previo consulto della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le provincie di Pistoia e Prato, sembra non essere presente alcun vincolo diretto riferito al Mercato Centrale di San Lorenzo; quest’ultimo è al momento valutato come di interesse culturale non verificato.

Data la sua natura di Mercato storico, il Mercato Centrale di San Lorenzo risulta comunque iscrivibile nei parametri di tutela previsti dall’art.12 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (d.lgs. 42/2004), in merito alla verifica dell’interesse culturale.

Storia della costruzione

Analisi delle fasi principali del progetto

Il Mercato Centrale di San Lorenzo è stato spesso oggetto di dibattito e di giudizi contrastanti; dal progetto inziale alla sua realizzazione circolava nell’opinione popolare, specie negli addetti ai lavori, il dilemma sul perché costruire un nuovo Mercato a Firenze.

Fase di progettazione 

Nel 1861 si iniziò a sollecitare la formulazione di un progetto che prevedesse la realizzazione di un nuovo Mercato nella Piazza del Mercato Vecchio; sempre nel medesimo anno l’Architetto Del Noce e l’Architetto Del Sarto presentarono due differenti piani di lavoro, mai sviluppati concretamente. Dal 1865 in poi ci fu la formulazione di altri progetti, tra cui uno sempre di Del Sarto; nel 1870 l’Architetto Giuseppe Mengoni presentò quello definitivo, quest’ultimo realizzato successivamente nell’area dell’attuale Piazza del Mercato Centrale.

Progetto di costruzione del Mercato Centrale di Firenze, Architetto Luigi del Sarto, mai realizzato
Progetto di costruzione del Mercato Centrale di Firenze, Architetto Luigi del Sarto, mai realizzato

Da principio il Mengoni aveva previsto la realizzazione, mai attuata, di alcuni padiglioni secondari a quello principale, per aumentarne lo spazio.

Progetto di Costruzione del Mercato Centrale di Firenze, Architetto Giuseppe Mengoni, padiglioni secondari mai realizzati
Progetto di Costruzione del Mercato Centrale di Firenze, Architetto Giuseppe Mengoni, padiglioni secondari mai realizzati

Fase di realizzazione 

Nel 1870 il Consiglio Comunale deliberò l’istituzione del concorso pubblico per la costruzione del Mercato Centrale di San Lorenzo, vinto nel medesimo anno dall’industria siderurgica GUPPY di Napoli. Il Mercato venne realizzato tra il 1870 e il 1874.

Tre navate suddividevano l’interno del Mercato tramite esili colonne formate da tubi di ghisa a sezione variabile (ottagonale, circolare, quadrata); i tronchi furono sovrapposti con giunti a bicchiere. La navata centrale di 30 metri di altezza (caratteristica eccezionale per il periodo storico) presentava due spioventi, mentre quelle laterali erano alte 24 metri.

Dal piano terra si scendeva a quello sotterraneo mediante due passaggi: uno esterno per i veicoli che trasportavano le merci destinate ai magazzini, caratterizzato da due doppi piani inclinati discendenti situati lungo i lati minori dell’edificio; mentre l’altro, interno, presentava scale poste ai due lati di ciascun ingresso. Per il sistema di areazione e illuminazione dei sotterranei era presente una serie di basse finestre, aperte nello zoccolo dell’edificio, insieme ad aperture inferriate e ad altre con grossi vetri. Vi erano inoltre quattro ghiacciaie, vasche per la conservazione del pesce di acqua dolce, e un locale per la mattazione del pollame.

Anno d’inaugurazione 

Il 1874 era anche l’anno dell’ufficiale inaugurazione del Mercato con l’Esposizione Internazionale d’Orticoltura, seppur la sua specifica funzione alla vendita delle derrate alimentari si concretizzerà parzialmente solamente nei due anni successivi. Con l’Esposizione sopracitata si andava inoltre a rafforzare il legame tra l’architettura in ferro e la natura, quest’ultima inserita all’interno del padiglione a creare un sofisticato giardino.

Interno di una delle navate lateriali del Mercato Centrale di San Lorenzo
Interno di una delle navate lateriali del Mercato Centrale di San Lorenzo

Anno di apertura 

La specifica funzionalità del Mercato Centrale di San Lorenzo si istituì solamente nel 1881, anno in cui, grazie ad un apposito provvedimento, i lavoratori da sempre operanti nel Mercato Vecchio trasferirono obbligatoriamente (cfr, pp 16 – 17) le proprie attività in quello nuovo.

I primi commercianti del Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze
I primi commercianti del Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze
Interno del Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze
Interno del Mercato Centrale di San Lorenzo di Firenze

Restauro

Il deterioramento della struttura e i successivi interventi

Dopo quasi un secolo dalla sua costruzione la struttura si era deteriorata e presentava quindi una serie di problematiche che minavano la sicurezza dell’edificio. Le principali erano:

  • catene rotte;
  • fuori piombo delle incavallature del coperto dell’ordine dei decimetri;
  • fuori piombo delle colonne dell’ordine dei centimetri, ma prossimo al decimetro;
  • cedimento dovuto al carico di punta di aste compresse delle incavallature reticolari;
  • la rottura di chiodi, l’imbozzamento delle lamiere e la ruggine;

Tutte queste inefficienze potevano portare al crollo dell’edificio, che venne evitato grazie ad una serie di interventi di restauro e consolidamento delle strutture esistenti, i quali si conclusero nel 1976. Una nuova copertura fu realizzata nel medesimo anno; essa aveva due obiettivi principali: da un lato supportare i carichi esterni, dall’altro sostenere le strutture del precedente involucro, importanti da un punto di vista storico. Il nuovo rivestimento era costruito con tre gusci reticolari, coperti da pannelli a sandwich di lamiera grecata preverniciata, sughero, cartone catramato e fogli di rame.

Le esigenze fondamentali da rispettare erano:

  • non interrompere l’attività del Mercato;
  • attenzione all’ambiente monumentale paesaggistico.

La nuova copertura forniva quindi un equilibrio all’insieme, scaricando su di sé anche le azioni orizzontali dell’edificio, trasferendo alle murature una parte dei carichi che gravavano sulle colonne; esse erano rivestite senza alterare i rapporti di forma che vi erano in precedenza.

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