Cosa: La struttura del Mercato delle Erbe di Bologna. Caratteri, tecniche e linguaggi.

Una nuova area commerciale per la città, all’insegna dell’ordine e del decoro

Il complesso architettonico si compone di un’aula centrale che si sviluppa per circa cinquanta metri in lunghezza e quindici di larghezza. Dall’interno si accede alle due aree laterali, pensate per accogliere i magazzini ed altre attività affini. L’edificio ha due accessi contrapposti: il primo apre su via Ugo Bassi, il secondo su via Belvedere (attualmente il principale ingresso al Mercato). L’interno ospitava circa cento banchi di frutta e ortaggi, già in piazza S. Francesco, ed altri trenta banchi alimentari, tra cui l’area predisposta alla vendita del pesce.
Il corpo in muratura sorregge il telaio in metallo e vetro, pensato per una maggiore luminosità ed esteticamente in linea con analoghi esempi di architettura pubblica del tempo. L’uso della maglia in metallo era previsto anche per le aperture che caratterizzano i due accessi: un’ampia lunetta per l’ingresso di Via U. Bassi e un’apertura triangolare per l’ingresso su Via Belvedere.
Nell’originario progetto erano inoltre previste circa venticinque finestre, per garantire una omogenea illuminazione, indispensabile per la vendita dei prodotti.

Pianta dell’edificio in cui sono ben distinti gli spazi interni.

Immagine tratta da: http://www.comune.bologna.it/news/nuove-attivit-e-riqualificazione-al-mercato-delle-erbe

 

Tecniche costruttive e Tecnologie funzionali

Alla ditta G. Barbieri&C. venne affidato il compito di fornire l’intero apparato in metallo:” …per coprire i padiglioni e le corsie del Nuovo Mercato delle Erbe in Bologna”. In un secondo documento d’archivio è riportato il resoconto dei materiali impiegati, per quantità e costo, che fanno ben comprendere la complessità del progetto. La stessa impresa è chiamata a realizzare, come si legge nell’appalto, l’impianto frigorifero previsto nei locali sotterranei, dove risulta esplicita la volontà di integrare l’impianto con una ghiacciaia. Il progetto della Società Cooperativa Cementisti, tra le diverse richieste, prevedeva l’applicazione di elementi in stucco e di blocchi eseguiti con cemento liquido, grazie ai quali fu riprodotto il bugnato del prospetto. Il tutto si sarebbe dovuto concludere il primo dicembre dello stesso anno 1909.

 

Elementi decorativi: Estetica e funzionalità

All’esterno ha prevalso il bisogno di coerenza stilistica con gli edifici già presenti. Per questo venne scelto dai costruttori un linguaggio classicheggiante, evidente nell’allora ingresso principale di Via U. Bassi.
Una diffusa foto dell’epoca mostra il prospetto diviso in due registri. Nel primo, l’accesso è mediato da due colonne, la cui trabeazione anticipa il secondo registro, che segue la divisione tripartita del piano inferiore. L’apertura a lunetta è inserita tra due volumi, caratterizzati da una coppia di lesene, al centro delle quali sono apposti gli stemmi della città di Bologna. Il prospetto, nella parte alta, era arricchito da formelle in terracotta, posizionate fra le rientranze della modanatura, elemento che scorreva lungo tutto il perimetro esterno. Rilevanti erano gli esempi di scultura che completavano l’area antistante il Mercato.

Il prospetto di Via U. Bassi nel 1910

Il Prospetto di Via U. Bassi nel 1910.

Immagine tratta: https://collezioni.genusbononiae.it/products/dettaglio/9705

Inoltre, una coppia di fontane, posizionate ai lati dell’ingresso, raffiguravano una coppia di satiri. I due rilievi bronzei sono attribuiti all’artista bolognese Silverio Montaguti (1870-1937).
In corrispondenza dell’ingresso principale la statua in memoria di Ugo Bassi, realizzata dallo scultore Carlo Parmeggiani nel 1888, ricordava il grande protagonista del Risorgimento.

S. Montaguti, I Fauni e il rospo, Bologna, 1910.

Immagine tratta da: https://www.storiaememoriadibologna.it/montaguti-silverio-482537-persona

 


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