La vita del Mercato delle Erbe di Bologna

Prodotti

Fiducia nella tradizione e nuove scommesse

La qualità del Mercato de Platea, oltre che nelle primizie degli orti e nei molti altri prodotti, si poteva trovare sui banchi dei folicelli, termine locale per definire i bachi da seta. La lavorazione della seta è parte della storia di Bologna; numerosi sono i mulini che sin dall’età medievale sorgono nelle mura urbane, richiamando un gran numero di mercanti interessati al pregio dell’articolo. La posizione in cui sorge il Mercato era per l’epoca a dir poco strategica: le merci non deteriorabili, e soprattutto i compratori, che giungevano in stazione, potevano raggiungere subito i banchi, già di Piazza Maggiore e in seguito di San Gervasio, percorrendo la sola Via Indipendenza.

Oggi l’anima del Mercato sono i banchi di frutta e ortaggi, dove molta importanza è data alla coltivazione biologica. La scelta dei clienti può spaziare dal pesce (a cui è dedicata un’intera ala), alle carni, ai prodotti tipici del territorio come vini, formaggi, salumi e la pasta fresca. Spostandosi dal corridoio alle aree laterali, si ha possibilità di gustare sul posto la cucina locale, scegliendo di fermarsi per pochi minuti oppure concedersi del tempo in uno dei ristoranti presenti. L’iniziativa avviata nel 2014 ha “aperto” il perimetro dell’edificio, portando all’esterno alcune attività e integrando alla forte tradizione bolognese ulteriori realtà culinarie, come attesta la presenza di un sushi corner.

 

Banco di prodotti tipici al Mercato delle Erbe

Immagine tratta da: https://www.pinterest.it/pin/560416747365921168/?lp=true

 

Attività

Molte occasioni per vivere il Mercato

Nel 2010, in un momento in cui la forza aggregatrice del Mercato viene meno, un gruppo di cittadini decide di riappropriarsi degli spazi dello storico edificio. Nasce così Re: Habitat. Organismo di rigenerazione del territorio. I membri dell’associazione, tra cui architetti, esperti del settore commerciale, teatranti e designer, in collaborazione col Consorzio di gestione del Mercato delle Erbe, composto da circa sessanta venditori, organizzano un piano di eventi in occasione del centenario del Mercato.
Il programma intitolato 100% Mercato delle Erbe si tenne dal 18 al 22 dicembre. Le attività proposte mettevano in gioco sia i commercianti, ai quali veniva chiesto di raccontarsi tramite la storia del proprio banco, sia i clienti, stimolati da quiz per far riscoprire un tipo di frequentazione attiva. Gli incontri prevedevano la partecipazione di artisti, fotografi e in ultimo di una chef che realizzò alcune ricette dal vivo attraendo clienti e passanti.
Da allora anche la sollecitazione dell’ente Comunale ha generato una nuova attenzione sul valore del Mercato per la collettività. In questa visione si costituisce l’associazione City of Food is Bologna che dal 2014, in rapporto con il servizio di gestione turistica, Bologna Welcome, puntano alla valorizzazione e alla trasmissione degli aspetti agroalimentari più caratteristici dell’intera area bolognese. Il Mercato assume un ruolo di spicco in tale pianificazione, integrando alla vendita, la condivisione e la promozione di una cultura alimentare sostenibile, che passa anche attraverso le pagine Social, dove si possono trovare consigli sugli acquisti di frutta e verdura in base alla stagione. Nel periodo estivo all’esterno vengono organizzati concerti, degustazioni, proiezioni cinematografiche, incontri per presentare libri nel settore gastronomico. Al fine di rispondere alle necessità dei clienti e di chi preferisce vivere il Mercato nelle ore serali, l’orario d’apertura è dalle 7:00 alle 24:00, dal Lunedì al Giovedì, mentre il Venerdì e il Sabato dalle 7:00 alle 2:00.

Locandina del progetto Mercato Cantiere InErbe

Immagine tratta da: http://www.re-habitat.org/mostra-100-mercato-cantiere-inerbe/ 

 

Festività

Cenoni e burattini al Mercato delle Erbe

Durante le festività, i locali del Mercato delle Erbe accolgono eventi particolari.
A Natale e Capodanno sono organizzati pranzi e cenoni: la scelta può ricadere sui ristoranti tradizionali all’interno del Mercato, come ad esempio Altro?, che offre un menù gourmet, o su un buffet libero. Il 5 gennaio, inoltre, i bambini si ritrovano al Mercato per aspettare la Befana in compagnia dei burattini. I divertenti spettacoli mettono in scena le avventure di Fagiolino e Sganapino, maschere tipiche della tradizione bolognese.

Natale al Mercato delle Erbe di Bologna

Il Mercato delle Erbe a Natale

Immagine tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Mercato_delle_erbe_bologna.jpg

 

Curiosità

“In Piazza” a sBolognAre

Il Mercato delle Erbe è profondamente connesso alla tradizione di Bologna: alla sua storia si intrecciano aneddoti pittoreschi, curiosità dialettali, personaggi tipici e canzoni.
“Là arrivavano da ogni parte le notizie della vita cittadina, le curiosità, i pettegolezzi d’ogni sorta”.(2)
Alla decisione dello smantellamento delle treccole da Piazza Maggiore, la popolazione reagì animosamente: in occasione di una sommossa popolare, situazione piuttosto frequente, si verificò un “lancio di ricotte”: “le proteste salirono tanto alto che per poco non succedesse la rivoluzione…”. (3)
A testimonianza del radicato legame dei bolognesi col proprio mercato ricorrono ancora nel linguaggio comune espressioni emblematiche: tuttora “andar in piazza” significa semplicemente “andare a spendere al mercato”. (4) Un’altra tipica espressione del parlato rimanda all’astuzia dei mercanti bolognesi: il termine “sbolognare” indica il liberarsi di un oggetto di poco valore o di un impegno gravoso, affidandolo a qualcun altro, a suo svantaggio. L’origine furbesca del verbo deriva probabilmente dalla vendita, diffusa a Bologna, di oggetti d’oro falso o di bassa lega.
Questo aspetto può ricollegarsi anche alla presenza nel Mercato di ciarlatani e perditempo, definiti “orbini”. Personaggi, solitamente in coppia, abili nel divertire i compratori, ma soprattutto nell’imbrogliarli. La loro fama è immortalata nell’opera Le gioje di Bologna del noto caricaturista Augusto Grossi. Gli orbini si esibivano spesso davanti ad un affollato pubblico in concerti canori e strumentali, con canzonette che rimanevano a lungo popolari come L’Inglesina e La Marianina.
Nonostante il Mercato perda la sua originaria ubicazione, i cittadini rafforzano il proprio legame verso i nuovi spazi coperti, riconoscendoli come luoghi di coesione sociale e incontro. Questo ruolo è ulteriormente avvertito durante i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale. In un clima di estrema povertà e assenza di cibo, l’area del mercato semidistrutta continua a svolgere la sua funzione primaria di approvvigionamento alimentare, nonché di “porto sicuro”, a ricordo di una abituale quotidianità.

2) Testoni Alfredo, Bologna che scompare, Bologna: Cappelli Editore, 1904, ristampa 1929, p. 43.

3) Ibidem, p.42.

4) Ibidem, p.43.

Fila di cittadini fuori dal devastato Mercato delle Erbe nel 1943-44

Fila di cittadini davanti al devastato Mercato delle Erbe nel 1943-44.

Immagine tratta da: https://guerrainfame.it/fame_nera

 


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