Come: trasformazioni, costruzione e rinnovi del Mercato delle Erbe di Bologna

Storia della costruzione del Mercato delle Erbe

Il secondo mercato coperto di Bologna

Il progetto di realizzazione del Mercato delle Erbe ebbe origine l’8 maggio 1877.
L’allora sindaco Gaetano Tacconi (1829-1916) decretò lo sgombero di Piazza Maggiore che fin dal Medioevo ospitava le “baracche” del mercato cittadino, debordante fino a Via dell’Indipendenza.
Il primo mercato coperto di Bologna, collocato fra Via Clavature e Via Pescherie, oggi chiamato Mercato di Mezzo, era già attivo dal 1877. In seguito al fallimento dei mercati di Piazza Aldrovandi e Malpighi e alla scomparsa di molti venditori, la decisione di costruire un secondo mercato coperto fu inevitabile.
Il nuovo spazio commerciale fu inaugurato e aperto al pubblico per la prima volta nel marzo 1910.
Dopo la ricostruzione, riaprì nel 1949.

Il "Nuovo Mercato delle Erbe" inaugurato nel 1910

Il “Nuovo Mercato delle Erbe” inaugurato nel 1910.

Immagine tratta da http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.phpr=collezioni/scheda&id=56961

Storia delle trasformazioni

Da Convento, a Caserma, a Mercato Coperto

L’edificio originario del Mercato fu progettato in località S. Gervasio, dove sorgeva la caserma costruita sui resti dell’antica chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.
Il complesso religioso, edificato da San Felice nel 401, ospitò fino al 1798 l’Ordine femminile delle Benedettine nere, soppresso in seguito alle leggi napoleoniche.
Dopo le sollevazioni del 1848 e la prima guerra d’indipendenza, Bologna divenne un’importante piazzaforte dell’esercito austriaco. Molte chiese e conventi cittadini furono trasformati in arsenali militari o magazzini che rimasero tali per tutto il periodo della Restaurazione; fra questi: S. Domenico, S. Agnese, S. Salvatore e S. Gervasio.
Gli ingressi porticati del Mercato erano due: il principale (non più visibile) si affacciava sulla piazzetta di San Gervasio, oggi Via Ugo Bassi; quello diametralmente opposto, è tuttora aperto su Via Belvedere.
I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale colpirono buona parte di via Ugo Bassi: il Mercato e il limitrofo Hotel Brun rimasero gravemente danneggiati.
Nel 1949 il Mercato delle Erbe fu ricostruito e di nuovo inaugurato, ma l’entrata principale e la piazzetta antistante, con la statua di Ugo Bassi, furono inglobate in moderni edifici residenziali e commerciali, che ne occultarono la facciata.
Ad oggi l’ingresso principale rimane quello di Via Belvedere, trasversale di Via S. Gervasio, mentre quello di Via Ugo Bassi si trova “nascosto” sotto il portico.
Il Mercato delle Erbe è stato riconosciuto mercato storico con la delibera del Consiglio Comunale Pg. n. 290088/08.

I resti dell'antica Chiesa di San Gervasio in Via Ugo Bassi

I resti dell’antica Chiesa di San Gervasio in Via Ugo Bassi.
Immagine tratta da: https://collezioni.genusbononiae.it/products/dettaglio/11790

 

Restauro e recenti interventi di recupero

Dalla ricostruzione post-bellica, al rinnovamento del 2014

I bombardamenti che colpirono Bologna, tra luglio e settembre del 1943, danneggiarono i maggiori edifici storici, tra cui il Mercato delle Erbe. Per rispondere all’emergenza venne istituito il piano regolatore per la ricostruzione urbana, approvato nel 1948. Dagli interventi attuati, l’intera area e le sue principali architetture risultano profondamente mutate. Lo stesso prospetto in via U. Bassi fu inglobato in più recenti edifici, mentre i bassorilievi di S. Montaguti sono oggi visibili presso Porta Galliera. L’asse viario U. Bassi-Rizzoli, divenuto il nucleo della nuova Bologna, comportò lo spostamento del monumento dedicato ad Ugo Bassi in piazza XX settembre.
Il Mercato riapre alla collettività alla fine degli anni Quaranta, quando le fonti d’archivio ricordano i molti interventi necessari al ripristino, come la riparazione del pavimento e delle  tettoie, sino alla suddivisione dei lotti per i banchi alimentari.
Durante i primi anni duemila l’edificio commerciale perde la centralità che lo aveva contraddistinto sin dalle origini. Chiaro è il malcontento dei commercianti che, ridotti ad un numero esiguo, chiedono un maggior interesse da parte del comune di Bologna.
La soluzione attuata riguarda l’intera area che circonda la struttura, riqualificata e del tutto rivolta alla messa in valore del Mercato. All’interno dell’edificio vengono installati moderni impianti di areazione e servizi igienici, oltre all’aumento della fornitura elettrica, indispensabile per ospitare le nuove attività previste nel programma nato ad hoc per rilanciare la tradizione gastronomica bolognese.

 

L'insegna del Mercato delle Erbe dopo il restauro del 2014.

L’insegna del Mercato delle Erbe di Bologna dopo il rinnovamento del 2014.

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