Elena Valentini Luzzatto

La prima architetta italiana

L’architetta Elena Valentini Luzzatto

Elena Valentini Luzzatto nasce ad Ancona il 30 ottobre 1900. Dimostra fin da subito di essere una delle figure femminili più interessanti del panorama italiano. Frequenta la Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma e nel 1925 diventerà la prima donna, in Italia, a laurearsi in architettura.
Nel 1926 entra a far parte dell’Ufficio Tecnico del comune di Roma. Fin da subito da prova di poter competere con una rivalità tutta al maschile: riesce a vincere una serie di bandi che gli procurano degli importanti incarichi. Questi le permettono di sviluppare il suo interesse per un’architettura di tipo funzionale rendendola uno dei primi esponenti del Razionalismo italiano. Uno dei suoi primi incarichi lo realizzerà ad Ostia nel 1928 per Giuseppe Bottai. Lo stesso Bottai che nel 1935 le affida il progetto del nuovo mercato coperto del quartiere salario.
Nonostante le difficoltà sopraggiunte con l’avvento del regime fascista, che notoriamente subordinava il ruolo della donna a quello dell’uomo, relegandola agli spazi domestici, la Luzzatto riesce a far valere il suo ruolo di donna e architetta.

La sua carriera continua attraverso quell’edilizia che potremmo definire sociale. Peculiarità che l’accompagna fin dal 1935, con il Mercato Nomentano; che la vede impegnata in progetti che rispondono alle necessità e ai bisogni dei cittadini. Negli anni a seguire progetterà sia scuole che ospedali.
Tra il 1944-1945 si aggiudica i concorsi per il cimitero militare e per il Nuovo Cimitero di Prima Porta a Roma.

Nel periodo post-bellico continuerà la sua attività d’architetto e dal 1958 al 1964 è capogruppo per l’Istituto INA-CASA per la realizzazione di case popolari nell’ Italia meridionale.
Elena Valentini Luzzatto si spegnerà a Roma nel 1983.