La Galleria Centrale di Reggio Emilia

Nome di battesimo: Galleria Centrale?

La questione sul nome del mercato coperto di Reggio Emilia è controversa. Sin dalla sua costruzione la struttura è denominata “Galleria Centrale”, come si nota dall’iscrizione sul portale d’ingresso, ma è comunemente chiamata dai cittadini “Mercato Coperto”.

“I reggiani però “quel luogo” l’hanno sempre chiamato Mercato Coperto. Tanto vale legittimarlo, scrivendolo. Ed è giusto, poiché non è nello spirito del committente di allora (il Comune) né in quello del progettista, dotare la città di una Galleria “borghese”. Il Mercato Coperto è invece, nel senso più alto della parola, “mercato popolare”.”

Testimonianza di Manicardi, dal testo “Il cuore caldo della città”.

Facciata anteriore della Galleria centrale
Facciata anteriore con arco monumentale della Galleria Centrale

I valori della Galleria Centrale

La Galleria Centrale è uno spazio concepito per essere attraversato: un corridoio che si apre ad accogliere il visitatore. Questo è il concetto chiave che ha guidato la progettazione (1926-1927) e, in seguito, il restauro (2009 – 2012) del Mercato. La permeabilità è uno degli aspetti più importanti della struttura, dotata sin dalle origini di più punti di accesso. Non volendo apparire soltanto come un contenitore, la Galleria vuol favorire il movimento di persone e cose e, per farlo, sceglie di non imporre un percorso univoco. Dal Dopoguerra questa caratteristica è scomparsa quando esigenze economiche e cambiamenti sociali hanno introdotto una visione strettamente commerciale del complesso, modificandone l’assetto spaziale. L’unico ingresso corrispondeva all’entrata principale sulla Via Emilia, mentre gli altri accessi erano stati chiusi, ad eccezione di quelli su Piazza Scapinelli, utilizzato come uscita di servizio, e sulla Piazzetta del Pesce, adibita a magazzino coperto per la merce.

La struttura è realizzata mantenendo una forte continuità con gli edifici e gli spazi limitrofi, inserendosi così nel complesso delle vie e delle piazze cittadine, in cui si tenevano in origine le attività di mercato.

La riscoperta dei valori tradizionali

Riscoprire in chiave contemporanea questo luogo storico, conservando gli aspetti che lo rendono unico all’interno della città, è stato l’obiettivo del progetto di restauro. La proposta ha cercato di promuovere un’integrazione tra commercio e socialità. Viene così ripresa una caratteristica dei primi anni del Mercato, quando il cliente “fisso” si recava qui, presso i “suoi” banchi di fiducia, mantenendo viva una relazione non solo commerciale, ma anche personale, col commerciante. La consapevolezza di far parte di un luogo ricco di storia, sopravvissuto grazie all’impegno dei commercianti (vedi le testimonianze), è un valore fondamentale per l’identità del Mercato.

I valori scomparsi

La Galleria Centrale permise in origine di trasporre il concetto di mercato pubblico all’interno di un’unica struttura, con la volontà di imporsi come nuovo luogo di aggregazione sociale. Un tempo la gente si ritrovava nel Mercato Coperto per fare la spesa, per scambiare quattro chiacchiere, per rilassarsi…  Col tempo il mercato ha progressivamente perso la sua funzione relazionale a causa della nascita di più moderni punti di incontro cittadini.

Le nuove necessità di ordine finanziario hanno reso praticamente impossibile per i piccoli e medi imprenditori aprire un negozio all’interno della Galleria. Questa oggi è occupata da OVS, un’unica e grande catena commerciale, che ha sostituito la pluralità originaria di negozi e botteghe. Pur ripristinando le strutture in maniera consapevole, è stata cancellata l’originaria identità della struttura, che da Mercato Storico è divenuta centro commerciale.

Geolocalizzazione della Galleria Centrale nella città di Reggio Emilia:

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La Galleria Centrale di Reggio Emilia

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La Galleria Centrale di Reggio Emilia 44.697471, 10.634151

 

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