Come: trasformazioni, costruzione e restauro della Galleria Centrale

Storia delle trasformazioni della Galleria Centrale

L’area in origine

L’isolato su cui sorge la Galleria appare storicamente caratterizzato, più che da attività legate alla compravendita, dalla presenza di strutture ecclesiastiche, attestate sin dai primi secoli del Medioevo:

V – IX secolo: monastero di San Tommaso
XIV secolo: costruzione del convento del Corpus Domini

Pianta del complesso nel V secolo
Pianta del complesso nel V secolo
Pianta del complesso nel XIV-XV secolo
Pianta del complesso nel XIV-XV secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1783: l’isolato viene unificato a seguito dell’accorpamento dei corpi di fabbrica del monastero e del convento.
1796: demolizione dei portici affacciati sulla Via Emilia, pertinenti al monastero di San Tommaso, che è dismesso e trasformato in carcere. Si realizza un nuovo edificio dotato di tre cortili (in seguito Palazzo di Giustizia).
1803: il complesso di San Tommaso diviene stazione di posta e ospita i cavalli e un fienile.
1808: alcuni ambienti dell’ex monastero sono colpiti da un incendio e rimangono inutilizzati.
1850: costruzione dell’edificio in seguito denominato “Casa dello Studente”.

Pianta del complesso al 1783
Pianta del complesso al 1783
Pianta del complesso al 2009
Pianta del complesso al 2009

L’avvento del Fascismo e la guerra

La Galleria, costruita tra 1926 e 1927, è pensata come “mercato del fresco”, per ospitare la compravendita di generi alimentari. Questa è inizialmente dotata di una doppia fila di banchi in cemento, posti lungo l’asse centrale, su cui esporre i prodotti deperibili. L’ampiezza dello spazio si rivela quasi subito eccessiva rispetto alle attività commerciali effettivamente ospitate, tanto che si propone di trasformare parte della struttura in cinematografo (progetto, mai realizzato, dell’ing. Pellizzi). Alla crisi del ’29 segue un ulteriore spopolamento del mercato, dovuto anche al ritorno dell’attività commerciale nelle piazze cittadine, tradizionalmente legate alla vendita dei prodotti alimentari. Banchi in legno, più funzionali alla vendita di prodotti di abbigliamento e chincaglieria, sostituiscono i precedenti in cemento. Il settore tessile trova una sua sempre maggiore affermazione all’interno della struttura, che a partire dal 1939 accoglie, ai piani superiori, la “Scuola di taglio e confezioni Maramotti”.

Durante il periodo bellico, la parte superiore della struttura diviene sede della Società Anonima Studio e Brevetti Gruppo Caproni dell’aereonautica militare. A causa dei danni subiti dai bombardamenti del ’44, gran parte del Mercato risulta inagibile. Arturo Predoni, presidente dell’Associazione venditori Ambulanti della provincia, fa presente che “con le intemperie la merce che deve essere esposta al pubblico si deteriora, in più il pubblico lo diserta perché le condizioni sono sfavorevolissime”. La situazione permarrà sino all’inizio del decennio successivo.

Dal Dopoguerra a oggi

Gli anni ’50 portano a una svolta sul piano amministrativo: nel 1952, a seguito della scadenza della concessioni alla Soc. An. Mercati e Posteggi, la gestione del Mercato passa all’amministrazione comunale, che si occupa delle ultime ristrutturazioni.

Il Dopoguerra porta con sé un cambiamento nel gusto della clientela, che si ripercuote nel cambiamento della fisionomia degli spazi commerciali: i banchi lasciano il posto a negozi chiusi e il Mercato Coperto si modernizza. La Galleria entra presto in concorrenza con l’adiacente supermercato Standa, cui è ceduta la storica Piazzetta del Pesce, che viene coperta ed adibita a magazzino. Le proposte di un rinnovamento sia commerciale che di immagine, lanciate negli anni ’60, non trovano attuazione. La via scelta è quella della trasformazione tipologica, in un’ottica di progressivo adattamento alle esigenze di mercato, non più in linea con i canoni originari. Si perde così l’articolazione in navate e lo spazio lasciato libero è sempre più esiguo.

Il fabbricato viene ristrutturato negli anni ’80, ma la sua destinazione d’uso rimane la stessa: solo sul finire degli anni ’90 si fa strada l’idea di una riqualificazione della Galleria come mercato storico, anche grazie alla nascita dell’Associazione Mercato Coperto. Questa proposta si concretizza con l’avvio del progetto di restauro (2009) e giunge a conclusione nel 2012, con la riapertura della Galleria.

Provvedimento di tutela

Il complesso in cui si è sviluppata la Galleria Centrale venne dichiarato di interesse culturale già con la notifica del 23/07/1924. Un primo provvedimento di tutela relativo al Mercato Coperto viene attuato con il d.m. 30/12/1994 da parte della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell’Emilia. In seno alla creazione del progetto di restauro, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Bologna, Modena e Reggio Emilia sottopone il mercato a tutela secondo il d.d.r. 12/12/2007, ponendolo come bene di interesse culturale non verificato.

La Galleria Centrale, in quanto mercato storico, rientra comunque nei parametri di tutela previsti dall’art.12 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (d.lgs. 42/2004), circa la verifica di interesse culturale.

Storia della costruzione della Galleria Centrale

L’esigenza di un nuovo mercato

Un’iniziale proposta del 1921 prevede la copertura della zona di mercato di Piazza Fontanesi, ma il progetto rimane poi inattuato.

In un documento dell’ufficio tecnico datato al 1923, la collocazione del nuovo mercato appare decisa: “nelle vicinanze del tribunale”, in un’area “abbastanza centrale e comoda alla generalità della popolazione. Il mercato avrà quattro ingressi, uno principale sulla via Emilia S.Pietro, ed uno secondario in via S.Tommaso e due sussidiari dalla piazzetta ex posta”. Sono addotte anche le motivazioni, in cui risulta che i mercati siano “sparsi in vari punti della città, non ben scelti e poco comodi alla popolazione, di più sono completamente allo scoperto ed ogni mercante per vendere le proprie merci deve ripararsi alla meglio con tende e stuoie dal sole e dalla pioggia. Per il loro decoro, le città, date le esigenze della civiltà moderna, dovranno avere i mercati coperti. Reggio Emilia per la speciale forma della sua pianta sente il bisogno di accentrare, per comodità delle popolazione, le vendite dei commestibili in luogo centrale”.

Il progetto della Galleria Centrale

Il 20 Marzo 1926 è approvata la delibera, sotto il titolo “Progetto di mercato coperto per la vendita di verdura, pollami, pesce, ecc. a servizio della città di Reggio Emilia”. Il 26 Maggio dello stesso anno è stipulato il contratto di costruzione tra il Comune (rappresentato dal podestà Giuseppe Menada) e la costituenda Società Anonima Mercati e Posteggi, cui è appaltata la realizzazione del complesso.

Nel primo progetto pensato da Sorgato, lo spazio si articola in due navate: una centrale con i banchi disposti ad ellisse, e una più piccola laterale. Tuttavia, per la pianta definitiva, si opta per una doppia fila di banchi, disposta lungo l’asse della galleria, in modo da dividere lo spazio in due navate laterali. La facciata monumentale introduce all’ingresso principale, sulla via Emilia; l’accesso sul retro è garantito da piazza Scapinelli e dalla piazzetta del Pesce.

Primo progetto di Sorgato con banchi disposti a ellisse
Primo progetto di Sorgato con banchi disposti a ellisse
Pianta del progetto definitivo di Sorgato
Pianta del progetto definitivo di Sorgato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La costruzione, cominciata nel 1926, è inaugurata con grande entusiasmo la primavera dell’anno successivo. Dal “Solco Fascista”, di Marzo 1927, si legge: “Si tratta insomma di un’opera grandiosa, condotta a termine senza economie stupide […]. Il progetto attuato rappresenta quanto di meglio e di più completo era lecito sperare… rimane anche il decoro maggiore che quest’opera, allestita con criteri di modernità e di lusso, conferisce alla città di Reggio”.

Foto storica della facciata anteriore della Galleria Centrale
Foto storica della facciata anteriore della Galleria Centrale
Foto storica dell'interno della Galleria Centrale
Foto storica dell’interno della Galleria Centrale

Restauro della Galleria Centrale

Progetto ed obiettivi

La Galleria Centrale è da sempre vista come un luogo di grande importanza per la città, in quanto sia sede del mercato popolare che area di utilità pubblica. Il progetto di riqualifica è realizzato con lo scopo di mantenere i caratteri estetici e funzionali della struttura, ma anche di ridare vita ad una zona che non era più intesa come punto di aggregazione sociale.

Interno della Galleria Centrale prima del restauro
Interno della Galleria Centrale prima del restauro

Il risanamento avviene in un’area che comprende la Galleria Centrale, l’ex Istituto Chierici, l’ex Casa dello Studente, l’edificio della Oviesse e gli spazi aperti dello stabile.

Per inserire la “nuova” struttura nel tessuto cittadino sono creati nuovi percorsi pedonali interni ed esterni (piazzetta del Pesce, piazza Scapinelli, portico lungo via Roma, via delle Carceri e via dell’Abbadessa). L’apertura domenicale della Galleria ha permesso un aumento dei visitatori settimanali, ma ha anche favorito le attività commerciali limitrofe. Questi fattori vogliono ampliare la concezione del “fare una vasca in centro”, in quanto per i cittadini reggiani è da sempre un’abitudine passeggiare per i punti più significativi del centro storico.

Progetto di restauro per la facciata posteriore della Galleria Centrale
Progetto di restauro per la facciata posteriore della Galleria Centrale
Facciata posteriore della Galleria Centrale prima del restauro
Facciata posteriore della galleria Centrale prima del restauro

Le procedure avvengono sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici dell’Emilia Romagna e sono portate a termine dallo Studio di Architettura “Corvino + Multari” tra 2009 e 2012. Il progetto vuole ripristinare l’eleganza e la sobrietà proposte da Sorgato, cercando di collegare la funzione commerciale e la storia dell’edificio: vengono così rimossi gli elementi discordanti accumulati negli anni, cercando di ampliare lo spazio per il commercio.

Sono stati preferiti interventi minimi e ad impatto reversibile, compatibili con i valori tradizionali della Galleria. Queste operazioni hanno avuto il compito di tutelare i materiali originari e di permettere la riconoscibilità del complesso in un contesto contemporaneo.
L’inaugurazione del rinnovato Mercato Coperto è avvenuta il 30 marzo 2012.

Problematiche conservative

Prima del restauro il complesso mostrava un degrado diffuso ma non segni di dissesto. Nello specifico:

● sulla facciata anteriore era presente una patina che alterava il colore della struttura ed erano visibili distacchi parziali, cadute e dilavamenti di materiale. Era necessario sostituire gli infissi esterni in vari materiali e le finestre più degradate. L’iscrizione di “GALLERIA CENTRALE” era appena visibile;

Analisi del degrado della facciata anteriore
Analisi del degrado della facciata anteriore

● la copertura in vetro e ferro era rivestita malamente da lastre di policarbonato;

Analisi del degrado del prospetto laterale della Galleria Centrale
Analisi del degrado del prospetto laterale della Galleria Centrale

● all’interno, la scala in marmo rosa e la sua ringhiera di ferro necessitavano di restauro. Erano presenti vetrine sporgenti, box in alluminio, ventilatori a soffitto. Velari e corpi illuminanti richiedevano di essere rimossi. Il pavimento in mattonelle di cotto esagonali con integrazioni di gres era di scarso pregio artistico;

Analisi del degrado del prospetto trasversale della Galleria Centrale
Analisi del degrado del prospetto trasversale della Galleria Centrale

● il retro della struttura mostrava distacchi di intonaco, infissi e finestre in cattive condizioni. Gli impianti di canalizzazione erano scoperti. Erano visibili infiltrazioni d’acqua che risalivano dalla base dell’edificio.

Analisi del degrado della facciata posteriore della Galleria Centrale
Analisi del degrado della facciata posteriore della Galleria Centrale

Recenti interventi di recupero

Il restauro e il risanamento conservativo avevano lo scopo di valorizzare e di recuperare l’edificio a livello igienico e funzionale. Le strutture originarie sono state consolidate con materiali e tecniche già in uso nel tessuto urbano, ma diverse da quelle proposte da Sorgato. Il progetto prevedeva anche una riqualificazione ecologica della parete che collega il Mercato alla Via dell’Abbadessa.

Per consentire l’ingresso al Mercato da tutti i lati, sono state effettuate operazioni di demolizione delle parti aggiunte dagli anni Cinquanta in poi. La struttura si identifica come una “galleria aperta” inserita nel complesso delle altre piazze cittadine, adatta ad ospitare gli eventi nella zona centrale e le attività commerciali nei negozi laterali.

Interventi di restauro

● nella facciata anteriore sono restaurati gli intonaci e l’iscrizione ed effettuate operazioni di pulitura. Sono realizzate microstuccature e integrazioni in plastica di parti mancanti, tinteggiando su colore originario ed utilizzando una protezione idrorepellente. Nuovi infissi sono inseriti su disegni e materiali originari e sono risanati quelli in legno e delle vetrine;

Interventi di restauro sulla facciata anteriore della Galleria Centrale
Interventi di restauro sulla facciata anteriore della Galleria Centrale

● la copertura in ferro e vetro nella zona centrale è dotata di nuovi copri-fili, pluviali e vetri decorati autopulenti a risparmio energetico. Nelle aree laterali è realizzato un sistema per la diffusione della luce naturale e per l’isolamento termico, composto da vetro camera e pannello diffusore a nido d’ape;

Interventi di restauro sul prospetto laterale della Galleria Centrale
Interventi di restauro sul prospetto laterale della Galleria Centrale

● all’interno sono effettuate operazioni di pulitura di navate e colonne. La ringhiera in ferro e la scala in marmo sono restaurate tramite stuccatura e lucidatura. Le vetrine sporgenti, i box di alluminio, i ventilatori a soffitto e i velari sono rimossi dalla navata centrale. I lucernari originari sostituiscono i corpi illuminanti e sono realizzate delle porte in vetro stratificato temprato all’ingresso principale. La pavimentazione con nuovi esagoni in gres scuro richiama il lastricato in cemento grezzo originario e quello in esagoni rossicci di metà Novecento;

Interventi di restauro sul prospetto trasversale della Galleria Centrale
Interventi di restauro sul prospetto trasversale della Galleria Centrale

● sul retro del complesso sono rimosse le grate, le inferriate e il cancello in ferro. Sono effettuate pulitura, microstuccatura e integrazione plastica di parti mancanti. Sono rimosse le canalizzazioni a vista e tutti i vecchi impianti, compresi i corpi illuminanti, le staffe e le parti metalliche. Strutture a brise soleil in legno sono installate sulla facciata, per creare una visione di continuità con gli edifici circostanti.

Interventi di restauro sulla facciata posteriore della Galleria Centrale
Interventi di restauro sulla facciata posteriore della Galleria Centrale

Prosegui la lettura: