Perché? La Galleria Centrale di Reggio Emilia

Contesto urbano: l’ “Ombelico di Reggio”

La Galleria Centrale, concepita per essere il nuovo fulcro di aggregazione della comunità, è localizzata in una zona strategica. La struttura sorge all’incrocio tra Via Emilia San Pietro e Via Roma, già decumano e cardo massimo del primo insediamento romano (II sec. a.C.), in un punto tuttora noto come “Ombelico di Reggio”. Il centro storico, impostato sul criterio di lottizzazione romana, conserva ancora oggi un aspetto compatto e strutturato per assi viari perpendicolari.

Ricostruzione della topografia della Reggio romana, con in evidenza il cardo (in giallo, via Roma) e il decumano (in rosa, via Emilia).
Ricostruzione della topografia della Reggio romana.
Vista satellitare del centro di Reggio Emilia
Vista satellitare del centro di Reggio Emilia

Contesto socio-economico

Atto di divieto del commercio ambulante
Atto di divieto del commercio ambulante

Una parte importante dell’identità della città risiede da sempre nel rapporto con la realtà rurale circostante. Le attività di mercato, oltre alle fiere e alle esposizioni boarie, rappresentano da sempre elementi cardine della vita economica locale e sono eventi vissuti con partecipazione da tutta la cittadinanza.

Gli ambulanti (rigattieri, cordari, vasai, ortolani, lattai, fruttivendoli…) provengono da tutta la provincia e solitamente collocano i loro banchi nelle piazze cittadine il martedì o il venerdì. Questo traffico di persone, prodotti e bestiame taglia in senso trasversale la Via Emilia, collegando città, appennino e “bassa reggiana”. Le due direttrici maturano quindi funzioni diverse: mentre la Via Emilia (estesa in senso Est/Ovest) è la direttrice della mobilità e del transito, Via Roma (Nord/Sud) è l’asse di saldatura tra collina e pianura. Lungo la prima sorgono i palazzi della nobiltà e della borghesia, sulla seconda crescono le attività mercantili.

Sul finire del XIX secolo, sotto la spinta dell’urbanizzazione che coinvolse diverse città italiane, si fanno strada nuove esigenze sociali ed economiche. La costruzione del Mercato Coperto (1926-1927) risponde alla necessità di accentrare i vari esercizi commerciali, fino ad allora dislocati nelle varie piazze della città. L’intento è di ridurre le attività dei venditori ambulanti (vietate a partire dal 1922) e di incentivare la fruizione di un unico spazio, adeguato a moderne norme igienico-sanitarie.

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