Come: trasformazioni, costruzione, rinnovi della Vecchia Pescheria

Storia della costruzione

La pescheria è attestata dal 1747, ma non è possibile attualmente seguire la storia della costruzione attraverso fonti documentarie; ci è nota una lettera del cardinal legato Oddi che chiede di aprire sul fondo della Pescheria una piazzetta, l’attuale piazzetta San Gregorio.
La marineria aveva contribuito alla costruzione dell’edificato sottoscrivendo con la comunità un accordo di partecipazione alle spese. Si polemizzò però sui grandi costi che una struttura monumentale come questa richiedeva,
cosa inaccettabile per la funzione a cui era destinata.
I pescatori avevano sostenuto la realizzazione per superare “i rigori del freddo verno ed il cocente caldo d’estate” offrendosi di versare una tassa annuale per barca purchè si fosse costruita una Pescheria con portici per difesa dall’acqua e vasche fornite di acqua corrente.
Il conte Algarotti diceva, in riferimento alla pescheria:

“Di nuove fabbriche è da notarsi la pescheria, forse la miglior fabbrica che innalzasse il Buonamici, con belle tavole di marmo e con fontane come a simil luogo si richiede. E bene conveniva che di una bella pescheria fornita fosse una città la quale ha con la pescagione da trenta mila scudi l’anno di profitto.”

L’arredamento della Pescheria fu ultimato nel 1749 e contemporaneamente il governo cittadino concesse a titolo gratuito ad un certo Giacomo Antonio Meluzzi una casa di due ambienti nei pressi della Pescheria a condizione che mantenesse pulita la struttura.

Storia delle trasformazioni: da punto vendita a punto ristoro

La Pescheria dopo la dismissione da punto vendita nel 1969 è rimasta un punto nevralgico per la vita commerciale dei riminesi.
Il luogo nel giro di alcuni decenni cambierà volto e anima, rinnovando tutte le attività limitrofe e, col tempo, l’ex “piazzetta delle poveracce” diventerà il salotto “buono” ma anche turbolento della città frequentato dai giovani.
Fino a pochi anni fa il mercato settimanale partiva dalla pescheria snodandosi per grande parte del centro storico di Rimini.
Le strutture che circondano la Vecchia Pescheria sono chiamate cantinette ad identificare il carattere enogastronomico locale caro ai riminesi ed ai turisti.
Le cantinette servono prodotti da passeggio: streetfood, cocktails e calici di vino che vengono consumati direttamente sui bancali in marmo della pescheria come se fosse una grande tavolata.
Negli ultimi anni il monumento è stato reimpiegato attraverso eventi enogastronomici con la partecipazione anche di grandi chef e, in particolare durante l’inverno, si allestiscono mercatini dell’usato, natalizi e di fiori; d’estate si vive anche il cinema all’aperto.

Restauri: i problemi conservativi

Il primo restauro significativo è stato realizzato nel 1946 a seguito dei danni causati dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, che hanno investito gran parte del centro storico. Il restauro è stato eseguito da una ditta privata locale sotto approvazione del Capo del Genio Civile. I lavori coinvolsero il tetto fortemente danneggiato tramite la sostituzione dei coppi, grondaie e capriate.
L’esecuzione dei lavori mette in luce l’urgenza e la necessità condivisa di adibire nuovamente il locale a sede di mercato del pesce, motivo per cui il suo restauro venne considerato una priorità. Da qui emerge il valore della Pescheria come punto di incontro per la società durante il secondo dopoguerra, quando lo sguardo dell’amministrazione era rivolto soprattutto alla nuova qualificazione della riviera come opportunità di rinascita della città.
I restauri successivi sono del 1974-75 a cura dell’Ufficio Restauro dei Monumenti del Comune di Rimini con il supporto della Sovrintendenza, mentre gli ultimi risalgono al 2005.
I problemi conservativi per la struttura sono pochi ma di interesse rilevante per la conservazione dell’edificato. La struttura presenta nella sommità della facciata la presenza di alcune erbe infestanti che potrebbero rovinare i laterizi.
Un altro problema è posto dalla conservazione dei bancali, oggetto di vandalismo spinto come la pittura con vernice spray, ma anche soggetti al continuo contatto che i cittadini hanno con essi sedendosi o appoggiando oggetti.
Infine è necessario monitorare lo stato di conservazione della pittura muraria poiché sottoposta alle intemperie del clima.

Provvedimento di tutela

La Pescheria non possiede un provvedimento di tutela formalizzato ma, essendo la proprietà sempre stata in capo al Comune di Rimini e per il grande valore storico che il monumento riveste per la comunità, il provvedimento si considera vigente ope legis (ex art. 12 Dlgs 42/2004).

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