Perchè? Vecchia Pescheria di Rimini

Contesto geografico: Localizzazione

La Vecchia Pescheria sorge a Rimini in piazza Cavour, luogo di contatto tra il borgo dei pescatori e la zona pedemontana che si spinge verso il monte Covignano.
L’acquedotto che fornisce l’acqua alla fontana della Pigna ed alla Pescheria fu costruito agli inizi del ‘900; in precedenza il bacino di approvvigionamento era un corso d’acqua sotterraneo proveniente dal monte e collegato all’unico pozzo in centro città. Il pozzo si trova a circa 900 m dalla fontana della Pigna, prende l’acqua da una falda profonda circa 8 m ed era in uso già in epoca romana.

Collocazione pozzo di approvvigionamento

Contesto urbano: la pescheria in piazza Cavour

La Vecchia Pescheria è collocata come quinta architettonica della centrale Piazza Cavour.
L’assetto della piazza è probabilmente di origine tardo antica, ma solo nel basso medioevo divenne il centro politico ed economico della città. La vita riminese è legata alla piazza per la presenza dei palazzi dell’Arengo e del Podestà: due strutture costruite per funzioni pubbliche e di rappresentanza durante il periodo comunale e quello della signoria malatestiana.
Trovandosi in una posizione centrale tra mare e entroterra la piazza divenne luogo di mercato per la città, difatti la fontana prima e la Pescheria dopo furono i luoghi deputati alla compravendita dei prodotti ittici.
Il pescato proveniva dalla zona limitrofa di Borgo San Giuliano, insediamento storico dei pescatori, e passando per la piazza giungeva nelle case dei riminesi.


Contesto socioeconomico: Rimini nel 1700, ricostruzione e progresso

La vecchia pescheria fu edificata nel 1747 durante la campagna di riedificazione che investì Rimini dopo il terremoto del 1672. Il popolo dovette aspettare l’inizio del nuovo secolo per un’organizzazione organica della ricostruzione a causa del passaggio delle truppe spagnole ed austriache per la guerra di successione.
Il legame della città con i legati papali consentì un forte coinvolgimento della classe dirigente riminese nella politica dello Stato Pontificio e viceversa un grande interesse di personaggi esterni a visitare la città. Sorsero cenacoli intellettuali con un forte interesse verso la botanica, tanto da portare alla ristampa ed all’annotazione del Phytobasanos di Fabio Colonna da parte dell’erudito cittadino Giovanni Bianchi sotto lo pseudonimo di Iano Planco, legato alla pescheria per avere dettato l’epigrafe sulla facciata.
La città fu un punto di passaggio e diffusione della cultura bolognese verso il resto della Romagna.
La necessità del popolo ed il legame con lo stato centrale furono il punto di partenza per la ripresa economica e lo sviluppo commerciale che avrà espressione architettonica nella Pescheria.

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