Cosa: La struttura del mercato. Caratteri, tecniche, linguaggi

Nel corso del tempo i mercati hanno subito un processo evolutivo, modificando l’aspetto e i materiali costitutivi adattandosi alle tecnologie delle diverse epoche. Limitandoci ad analizzare i mercati di epoca contemporanea, possiamo confrontarci con una realtà variegata, dove nuovi elementi si mescolano con antiche strutture.                                                   

Mercato coperto di Firenze.

L’ingresso del mercato deve essere ben visibile. È opportuno che, oltre l’ingresso principale, ne siano presenti molteplici, anche più piccoli lungo le pareti laterali, per facilitare l’accesso alle diverse tipologie di utenti: il mercato di Firenze, per esempio, vanta diversi ingressi sia tramite gli intercolumni dei lati maggiori, sia attraverso le arcate centrali degli altri lati.

Così come l’area destinata alla realizzazione del mercato può essere quadrata, rotonda o rettangolare, allo stesso modo diversi sono i materiali per la realizzazione della struttura portante. Mercati costruiti nel corso del XX secolo prediligono materiali moderni, perfetti per economizzare sui costi, oltre a garantire una migliore circolazione dell’aria, igiene e una maggiore diffusione della luce. Rappresentativi in tal senso sono il mercato Albinelli di Modena, un’importante testimonianza per il sapiente uso del ferro e della ghisa, e il mercato coperto di Cattolica, edificio realizzato in cemento armato; quest’ultimo mantiene un forte legame con la classicità, con una facciata principale che ricorda il frontone di un tempio e semi colonne che si ripetono lungo le pareti laterali.

Fondamentale risulta essere la suddivisone interna del mercato. Ancora una volta, moltissimi sono le opzioni applicabili: siano essi padiglioni, navate o corsie, è importante che ogni rivenditore di derrate possa godere di uno spazio sufficiente, abbastanza ampio e rispettoso delle norme igieniche. Oltre a essere ambienti funzionali, devono trasmettere un’immagine unitaria di mercato.

Mercato del pesce di Comacchio, banchi del pesce.

Anche i banchi sono costruiti con materiali diversi, che spaziano dal metallo al cotto; devono avere delle dimensioni fisse per ciascuna categoria di oggetto venduto, con elementi capaci di far fronte alle esigenze delle diverse derrate. Quelli destinati alla  carne e al pesce, per esempio,  possono avere la tavola superiore di cotto verniciato o di marmo, come nel caso dell’antica pescheria di Comacchio, oltre a presentare una certa inclinazione per facilitare lo scolo delle lavature.

Importante la presenza di alcuni elementi, quali una targa per l’insegna, per il numero d’ordine e per il nome del responsabile, oltre a sostegni, rastrelliere e simili.

Particolare attenzione deve essere posta all’illuminazione del mercato, con una predilezione per una luce moderata e naturale, che illumini lo spazio in maniera uniforme senza costituire una minaccia per gli alimenti esposti. Importanti risultano dunque essere la costruzione di finestre capaci di sfruttare al meglio la luce solare, accompagnati da un impianto elettrico sapientemente collocato nello spazio architettonico, capace di unire la funzionalità con l’estetica.

La presenza di un impianto per la ventilazione dell’aria e un sistema di smaltimento dei rifiuti sono elementi indispensabili all’interno di un mercato, per garantire delle ottime condizioni igieniche. La temperatura dello stabilimento deve essere ovviamente regolata in base alle stagioni, alla regione in cui si trova il mercato, oltre alla tipologia di oggetti venduti. Sicuramente un mercato che vende pesce o carne avrà una temperatura più bassa per garantire la conservazione degli alimenti.

Mercato delle vettovaglie di Livorno, dettaglio di una cariatide.

Per quanto riguarda le decorazioni e gli ornamenti, siano essi interni o esterni, possono assumere forme e caratteristiche diverse. È importante che si tratti di elementi sobri, che sappiano esprimere al meglio la funzione dell’edificio. Non mancano però delle eccezioni: per esempio, il mercato di Livorno è abbellito all’interno da otto cariatidi, raffiguranti contadine con in mano un fascio di spighe o un grembiule pieno di uova; o ancora la vecchia pescheria di Rimini presenta un’epigrafe sulla facciata, dettata dal medico riminese Giovanni Bianchi.

Anche per la copertura dei mercati possono essere applicate le soluzioni e i materiali più disparati. Generalmente è adottata la lamiera di zinco, ma troviamo ancora una volta il ferro e la ghisa, spesso intervallate da parti in vetro o plexiglas per garantire l’ingresso della luce.

Il mercato coperto non è dunque, a livello architettonico, una realtà standardizzata, ma tutti, in qualsiasi forma e luogo, mirano a raggiungere lo stesso obiettivo: essere il luogo prediletto del commercio, sfruttando le migliori soluzioni per garantire un servizio il più efficace possibile.

 

Mercato coperto di Firenze, fonte: https://www.porconocer.com/italia/mercado-san-lorenzo-florencia.html

Mercato del pesce di Comacchio, fonte: https://www.360cities.net/ge/image/ancient-fish-market-italy

Mercato delle vettovaglie di Livorno, fonte: https://livornodp.blogspot.com/2009/10/cariatidi.html