Produzione alimentare e culturale

Roma, in origine, era legata alla coltivazione agricola, ma con la crescita della popolazione vide un cambiamento. Essa divenne uno centro di consumod’ogni specie di mercanzia, dalle più preziose alle più vili o dalle più ricercate alle più comuni. Il mercato si collocava all’interno dei Fori. Alcuni esempi di Fori- Mercati:

Foro Boario: dedicato al mercato del bestiame, vivo, precisamente dei buoi.

Foro Cupedine: dedicato alla vendita delle carni macellate ed altri commestibili, posto vicino alla sommità della Via Sacra.

Foro Olitorio: dedicato alla vendita dei legumi e degli erbaggi.

Foro Piscario: dedicato alla vendita del pesce.

Foro Pistorio: dedicato alla vendita del pane, del grano o delle farine.

Foro Suario: dedicato al mercato dei suini.

 

  • Mercato delle Erbe di Bologna

Il mercato è costituito da un corridoio centrale destinato ai banchi di frutta, verdura, spezie, primizie, macellerie, panifici e drogherie. Inoltre vengono venduti i prodotti tipici bolognesi: formaggi, salumi e pasta fresca. Infine, nelle due sezioni laterali sono collocati locali e ristoranti di degustazione.

Mercato delle Erbe di Bologna, banchi di frutta e verdura.
Mercato delle Erbe di Bologna, ristoranti di degustazione.

  • Mercato Orientale di Genova

Il mercato orientale si suddivide su due piani: uno sotterraneo in cui sono collocati 42 magazzini e un pianterreno formato da una galleria perimetrale e un corpo centrale sopraelevato, su cui poggia la tettoia centrale. Nel 2017, la Camera di Commercio di Genova, ha presentato un progetto per il recupero del piano ammezzato dove viene collocato un food marketcon bar, postazioni per degustare i prodotti tipici, scuola di cucina e uno spazio per incontri culturali ed eventi. Lo scopo che si vuole raggiunge è quello di ricreare un contenitore gastronomico culturale dove si racchiude il patrimonio culinario genovese.

Mercato Orientale di Genova, food market.
  • Mercato delle Vettovaglie di Livorno

Il mercato si svolge all’interno di una struttura ampia e offre ampi generi alimentari: pesce, carni, formaggi e uova. Il baccalà, lo stoccafisso e le triglie sono i prodotti tipici di Livorno, le qualità migliori vengono tagliate a fette sottilissime, come un carpaccio. Il re della cucina livornese è il cacciucco, una zuppa di pesce complessa da preparare. Giancarlo Marinari è uno dei re degli ammollati e offre un grande banco all’interno della pescheria del mercato centrale. La pescheria propone: i muscoli della Spezia; le ostriche della Bretagna, le triglie, in tre versioni: di scoglio, di sabbia e di fango; infine, le aragoste dell’Isola d’Elba. Una delle vendite più particolari è data da Donatello Giomi attraverso le sue uova fresche vendute al dettaglio. Il banco della storica Ditta Giomi è caratterizzato dalla biodiversità locale delle uova: uova “tuorlo rosso” dell’autoctona gallina livornese allevata da produttori non distanti più di 20- 30 kilometri dal mercato; uova di anatre, oche, quaglie e pavoni. Infine, le uova più esclusive del banco Giomi sono “le uova del Parisi”, uova bianchissime prodotte da galline livornese mediante solo latte di capra.

Mercato delle Vettovaglie di Livorno, cacciucco.

Mercato delle Vettovaglie di Livorno, biodiversità locale delle uova.

Mercato delle Vettovaglie di Livorno, “uova del Parisi”.
  • Antica pescheria di Comacchio

L’attività mercatile, fino al 1838, era esercitata lungo le strade. I prodotti, sia carne e sia pesce, venivano conservati mediante l’utilizzo del sale o delle spezie. Essi insaporivano e preservavano gli alimenti. L’antica pescheria di Comacchio vuole suggerire l’antico mercato adibito alla vendita del pesce, alimento legato alla storia culinaria del territorio. Le barche attraccano e scaricano la merce davanti alla pescheria. I Pesci, con alto valore commerciale e che si riproducono in vallesono l’acquadella e il Ghiozzo go’. A differenza dei pesci pregiati che risalgono dal mare come l’orata, il branzino, l’anguilla, i cefali e la sogliola.

  • I pesci ,che attraverso i canali marini, risalgono dal mare arrivando in valle nei primi mesi dell’anno: l’anguilla, il botolo e il lotregano o cefalo dorato.
  • Nei periodi di marzo e aprile abbiamo come pesci pregiati: branzino e orata.
  • Nei periodi di maggio e giugno si aggiunge il cefalo bosega.
  • Nei periodi di luglio e agosto comprare la verzellata.
  • Dopo il periodo estivo, circa agosto, compare il megghiato.
  • Nel periodo autunnale compare l’anguilla.
Antica pescheria di Comacchio, mercato.

Antica pescheria di Comacchio, cefalo bosega.

Antica pescheria di Comacchio, verzellata.

Mercato delle Erbe di Bologna, banchi di frutta e verdura. Fonte immagine: http://www.mercatodelleerbe.eu

Mercato delle Erbe di Bologna, ristoranti di degustazione.  Fonte immagine: http://boblog.corrieredibologna.corriere.it

Mercato Orientale di Genova, food market.
Fonte immagine: http://www.genovatoday.it

Mercato delle Vettovaglie di Livorno, cacciucco.
Fonte immagine: http://www.cacciucco.com

Fonte immagine: https://www.tuttosullegalline.it

Mercato delle Vettovaglie di Livorno, “uova del Parisi”.
Fonte immagine: https://www.tuttosullegalline.it

Antica pescheria di Comacchio, mercato.
Fonte immagine: https://www.comacchio.it

Antica pescheria di Comacchio, lotregano o cefalo dorato.
Fonte immagine: http://www.ittiofauna.org

Antica pescheria di Comacchio, cefalo bosega.
Fonte immagine: http://www.ittiofauna.org

Antica pescheria di Comacchio, verzellata.
Fonte immagine: https://pesciitaliani.jimdo.com