Perché: il Mercato delle Erbe di Ancona

Il mercato venne costruito in seguito alla graduale attuazione del piano regolatore di ampliamento della città, approvato con legge il 24\12\1914 e portato a termine durante il regime fascista. In quel periodo infatti fu registrato un considerevole aumento della popolazione, che passò da 66.000 abitanti (cens. 1921) a 85.000 (cens. 1931), con conseguente aumento del fabbisogno di servizi e abitazioni. Le istituzioni, per acquisire e mantenere consenso, svilupparono un’intensa attività di opere pubbliche.

Le strutture protagoniste di questo ampliamento sono state fondamentali per lo sviluppo e la trasformazione dell’immagine della città, che persiste ancora oggi.

All’area sottoposta al piano regolatore apparteneva la pre-esistente piazza delle Erbe, dove aveva sede il mercato all’aperto. I disagi dovuti alle condizioni climatiche e igieniche richiesero la costruzione di uno spazio al chiuso per riparare i commercianti, gli acquirenti e le merci.

Contesto socioeconomico odierno

La città di Ancona ha una popolazione di 100.696 abitanti (fonte ISTAT 2017).
Ancona è uno dei principali centri economici della regione, nella quale il porto ricopre un importante ruolo mercantile. Particolarmente rilevante è l’attività ittica e la cantieristica navale. Inoltre, nel campo industriale spiccano i settori chimico, farmaceutico, metalmeccanico e oleario.

A completare il quadro si aggiunge un’agricoltura orientata alla coltivazione di cerali, foraggio e uva da vino e un terziario votato all’amministrazione interna e al turismo.

 

Mercato delle Erbe, entrata principale


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