Cosa: la struttura del Mercato delle Vettovaglie di Livorno. Caratteri, tecniche, linguaggi.

Analisi della struttura

Il Mercato delle Vettovaglie  di Livorno è stato realizzato seguendo il modello delle vecchie Halles parigine ed è, come dimensioni, la seconda struttura mercantile in Europa. La più grande si trova a Riga, in Lettonia.
L’edificio, di forma rettangolare, ha superficie complessiva di 4800 mq e risulta suddiviso in tre grandi padiglioni.

Facciata del Mercato delle Vettovaglie.

La Sala Centrale (95 x 26 x 35 m) è costituita da un ingresso principale sugli Scali Saffi e quattro entrate laterali più piccole.
Le due sezioni, parallele alla principale, in origine erano riservate rispettivamente alla vendita del pesce e alla vendita di ortaggi, uova e pollame.
Per tutta la sua lunghezza, sopra le botteghe dei saloni, si trovano i magazzini, mentre sotto il piano del pavimento esistono 92 cantine alle quali si accede da due ingressi con scala. Nel sottosuolo, agibile ai veicoli, sono poste le celle frigorifere.

 

Linguaggi architettonici e tecniche costruttive

Gli spazi interni all’edificio sono collegati da due gallerie con volte a botte  in stile neoclassico. Il complesso segna il passaggio tra il Neoclassicismo e l’Art Nouveau, caratterizzato dal binomio acciaio-vetro della luminosa copertura del mercato.
Numerose capriate metalliche, dal disegno floreale, scandiscono la tettoia.
La struttura è l’insieme delle tecniche costruttive tradizionali con i materiali più innovativi dell’epoca. Per questo il mercato costruisce i suoi valori anche grazie ai materiali che lo compongono.

Prospetto frontale e laterale del Mercato delle Vettovaglie.

Elementi decorativi

Dipinti e sculture

Sopra l’ingresso principale del Salone del Pesce è visibile un dipinto commemorativo con le date della costruzione.

 

Dipinto murale nel salone centrale.

 

Il Salone Centrale è abbellito da otto cariatidi, due su ogni ingresso, realizzate dallo scultore livornese Lorenzo Gori: una donna con un fascio di spighe tra le braccia e un’altra con un grembiule pieno di uova. Le sculture sono in rilievo e rappresentano figure femminili fungendo anche da colonna; si vede solo il busto mentre la porzione sottostante diventa parte della decorazione architettonica.
Le cariatidi sono le Gabbrigiane, contadine e venditrici provenienti dal Gabbro e dai paesi vicini che portano, nelle ceste, i prodotti delle loro terre: polli, conigli, uova, erbe aromatiche. Le donne indossano abiti tipici: uno scialle annodato sul petto e un’acconciatura raccolta.

Elementi decorativi del Mercato delle Vettovaglie, in cui particolare rilievo hanno le cariatidi.

La scelta di queste figure femminili non è casuale: una parte del mercato prende il nome proprio dal quartiere di origine delle venditrici.

Decorazione architettonica interna ed esterna

Nella parte alta del Salone Centrale vi sono delle travi reticolari metalliche decorate con disegni floreali. Sopra di esse le capriate, impreziosite da foglie stilizzate, scandiscono la tettoia posta a 35 metri d’altezza.

Decorazione floreale delle travature del Mercato delle Vettovaglie.

L’architetto Badaloni decora il salone centrale con pilastri coronati da finestre a lunetta semi circolare e, più in alto, ariose aperture vetrate.
L’esterno è caratterizzato, nella parte bassa e in quella alta, da due ordini di finestroni ad arco a tutto sesto disposti ritmicamente. Questa ritmicità è interrotta da una trifora centrale.
Ai lati dell’ingresso principale vi sono due coppie di colonne binate. Badaloni propose un arco romano, ma Lorenzo Gori, suggerì di lasciare spazio a decorazioni che si ispiravano a ciò che si vendeva, come pesci e frutta.

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