Perché? Il Mercato delle Vettovaglie di Livorno

Il Mercato delle Vettovaglie di Livorno è costruito in un periodo storico di rinascita, dopo la crisi economica dovuta all’imposizione del mercato nazionale. Una lunga storia ha portato la città ad essere un centro commerciale e cosmopolita.

La localizzazione

Il Mercato delle Vettovaglie, conosciuto come Mercato Centrale o Coperto, si trova sugli Scali Aurelio Saffi lungo il Fosso Reale di Livorno. Il mercato è un elemento di unione tra la città vecchia e quella nuova. La prima si trova tra la Fortezza Nuova e quella Vecchia, e risale al progetto della città pentagonale fortificata delimitata dal Fosso Reale. La città nuova è quella che si è estesa successivamente oltre il Fosso tra il XVIII e il XIX secolo. La vicinanza alla via d’acqua risulta indispensabile per il rifornimento e l’esportazione dei beni venduti all’interno dell’edificio.

Il progetto urbanistico del Pentagono di Livorno di Bernardo Buontalenti ( Firenze, 1531-1608). 

Le tappe della storia di Livorno

  • 1392: il doge pisano Pietro Gambacorti decreta la fortificazione della “Terra di Livorno”. Essa si trasforma in castello sul mare a difesa dell’approdo del “Pamiglione” (Darsena Vecchia) che diventa un importante punto di approdo portuale per la Repubblica di Pisa.
  • XVI secolo: subentrano i Medici al governo della Toscana e, come conseguenza, si registra l’esplosione demografica e commerciale di Livorno.
  • 1577: Francesco I de’ Medici incarica l’architetto Bernardo Buontalenti di progettare la pianta della nuova città di Livorno.
    I Medici la vogliono trasformare da piccolo villaggio di pescatori, in punto nevralgico dei traffici del Granducato di Toscana per avere uno sbocco sul mare. Il porto di Livorno è anche zona di vendita di prodotti stranieri. Nasce così una nuova esigenza: riunire tutti i magazzini e le botteghe in un unico spazio comune con le attrezzature necessarie per la vendita. Questo luogo diventa il fulcro della città.
  • Il Fosso Reale delimita la parte di abitato fortificato. Di particolare rilievo è il Canale dei Navicelli realizzato tra il 1563 e il 1575 per collegare Livorno a Pisa.
    Ferdinando de’ Medici proclama Livorno porto franco. Come conseguenza si ha un incremento di attività commerciali.
  •  Nel 1591-1593 sono emanate le Leggi Livornine che assicurano una serie di privilegi e concessioni per gli abitanti della città. Si vuole richiamare una popolazione che possa contribuire allo sviluppo economico. Livorno diventa così un centro cosmopolita.
  • Prima metà del XIX secolo: il periodo della Restaurazione coincide con la rinascita della città. Sorgono teatri e palazzi signorili lungo il Fosso Reale.
  • Inizio XX secolo: in concomitanza con la realizzazione del mercato sono costruiti i macelli all’interno di Forte San Pietro e le scuole Micheli e Benci.
Levi Luigi detto Liegi Ulvi, Mercato centrale Livorno, 1924, pittura a olio su cartone, 35×49.5 cm, Museo Civico Giovanni Fattori.

Il contesto storico durante la progettazione e costruzione del Mercato

Dopo l’Unità d’Italia Livorno, come altre città marittime, è vittima di una crisi economica che il nascente mercato nazionale provoca con la fine dei loro privilegi. L’abolizione dello statuto di porto franco nel 1865 causa un grave crollo delle piccole industrie. Inoltre, Livorno viene considerata inadeguata come porto militare, per cui questa funzione si sposta a La Spezia. Questi eventi spingono la città a rialzarsi e intervenire: in questa occasione viene modernizzato il porto. Il sindaco Nicola Costella fa costruire nella città le strutture mancanti tra cui il mercato e le scuole di cui Badaloni è il progettista. Questi edifici diventano i simboli della rinascita della città. Badaloni è, quindi, interprete del clima politico e sociale realizzando numerose opere che sollevano la città e incarnando i valori del popolo livornese. All’inaugurazione del mercato partecipa tutta la popolazione, dai ceti più elevati a quelli più bassi. Esso porta con sé il nuovo orgoglio cittadino.

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